REGGIO EMILIA – E’ partita da Reggio l’imponente operazione antidroga, culminata all’alba con perquisizioni ed arresti eseguiti in diverse province italiane, oltre che in Francia, Spagna e Albania. 15 gli indagati, nove dei quali destinatari di un’ordinanza cautelare in carcere richiesta dalla Direzione Distrettuale Antimafia e disposta dal Tribunale di Bologna: sono considerati i vertici di una ricca e strutturata organizzazione di matrice albanese, capace di movimentare centinaia di kg di cocaina, haschisc e marjuana, che è stata di fatto decapitata grazie al lavoro della squadra mobile della questura reggiana.

Gli agenti, negli ultimi cinque anni, non hanno mai interrotto le indagini sui canali di approvvigionamento della droga destinata al cosiddetto ‘gruppo di Rubiera’: soggetti di origine nordafricana che gestivano lo spaccio in quella piazza, riforniti da due distinte associazioni albanesi. L’attività investigativa si è poi concentrata su una di queste, consentendo agli inquirenti di risalire ai livelli più alti dell’organizzazione. Fondamentali anche le elevate competenze tecniche impiegate per decifrare i messaggi criptati scambiati dagli indagati attraverso telefoni dotati di programmi costosi e sofisticati. La droga arrivava in Italia dal Sud America, passando per il Nord Europa e la Spagna, viaggiando nascosta nei container dei camion, tra carichi di frutta e verdura. In soli sei mesi di monitoraggio delle conversazioni, il gruppo è riuscito a movimentare 200 kg di cocaina e una tonnellata tra hascisc e marjuana.
L’attività è stata portata a termine grazie alla collaborazione tra la polizia italiana, le polizie dei paesi esteri, quella albanese in particolare, e l’interpol. A Reggio sono state svolte perquisizioni, gli arresti sono stati eseguiti a Bergamo, Brescia e Savona. Per tutti gli indagati l’ipotesi di reato è di associazione a delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti.













