REGGIO EMILIA – Di recente la Cassazione ha reso note le motivazioni con cui, il 7 luglio scorso, era stata confermata in via definitiva la condanna di Paolo Bellini all’ergastolo nell’ultimo processo per la strage alla stazione di Bologna del 2 agosto 1980.
Secondo la Suprema Corte la Primula Nera fornì un volontario contributo alla realizzazione della strage “nella consapevolezza – hanno scritto i giudici – che la sua azione si iscriveva in una più ampia progettazione delittuosa finalizzata alla realizzazione del delitto ideato, organizzato e materialmente eseguito”.
Delle motivazioni di questa sentenza storica si è parlato a Buongiorno Reggio con Paolo Lambertini, nuovo presidente dell’associazione famigliari delle vittime. “E’ arrivata la conferma di una cosa che sostenevamo da tempo, che c’era una catena di comando dietro alla strage”.
Condanna, dunque, per Bellini come quinto esecutore materiale della strage che, ricorda Lambertini, “imputabile a un commando terroristico composto da più cellule legate ad apparati istituzionali deviati, anche con compensi in denaro. La verità giudiziaria corrisponde alla verità storica”.
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