REGGIO EMILIA – Circa 150 persone ieri pomeriggio al Catomes Tot per la presentazione del podcast “Lampo – 2 Agosto 1980” di Sara Poledrelli, pubblicato su tutte le principali piattaforme. Un mosaico di voci e destini, frutto di anni di ricerche, letture e incontri, che restituiscono l’impatto di quel tragico evento. Per noi c’era Davide Bianchini, che ha intervistato Matteo Balugani, figlio del maresciallo di polizia Rolando che per primo, nell’immediatezza dell’attentato, ebbe l’intuizione di indagare su Paolo Bellini, condannato all’ergastolo in via definitiva solo 45 anni dopo come uno degli esecutori materiali della strage. Una voce a lungo ignorata. Balugani. Scomparso nel 2017, fu anche inquisito e trasferito a Modena. Il processo ha reso giustizia anche a lui.
“Purtroppo è stato fatto con un grande ritardo quindi c’è un po’ di amarezza. E’ chiaro che se fosse stato ascoltato a suo tempo, magari si sarebbero evitati alcuni omicidi. Queste sono le parole che diceva sempre nostro padre – le parole di Matteo Balugani, tra i protagonisti del podcast insieme alla sorella Simona -. Questa sentenza è in qualche modo un riscattarlo in quello che fece, perché non solo a suo tempo non fu ascoltato, ma fu comunque inquisito. Per lui quella fu una vicenda che gli provocò una tremenda ferita. Faceva le indagini, ma gli fu impedito di andare avanti”.
“A fronte di quelle che erano le protezioni che poteva avere Bellini, era difficile arrivare a una verità perché i depistaggi, la pista internazionale, furono tanti. Furono diversi i servitori dello Stato bloccati nel loro lavoro”.
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