REGGIO EMILIA – Dall’1 aprile le misure anti Covid subiranno un allentamento, anche se negli ultimi giorni i contagi hanno ripreso a risalire. I festeggiamenti per i 30 anni del 118 sono stati l’occasione per chiedere ai vertici Ausl e non soltanto quale fosse il loro punto di vista.
“Diciamo che per un medico che vede costantemente l’aumento dei contagi, l’allentamento di tutte le misure di protezioni e distanziamento è un po’ controproducente. Raccomandiamo di mantenere tutte quelle che sono le azioni di protezione e di distanziamento attuate finora“, le parole di Anna Maria Ferrari, direttore del Pronto soccorso reggiano.
“Più volte siamo arrivati al momento in cui sembrava che tutto potesse finire, poi si è rivelato il contrario – ha aggiunto Rolando Landini, presidente della Croce Verde reggiana – Questa preoccupazione c’è forte nei volontari e credo un ulteriore invito vada fatto alla popolazione nel suo insieme a non dare per scontato che la pandemia sia finita”.
“I volontari sono persone comuni ed è chiaro che abbiano voglia di tornare alla normalità – ha aggiunto Mario Restuccia, suo pari grado in Croce Rossa – però i dati non ci confortano in questo momento, pur essendo comunque non drammatici e sotto controllo. Dobbiamo fare ancora molta, molta, attenzione”. Un lavoro fondamentale, quello dei soccorritori e dei medici del pronto soccorso, durante la pandemia e non solo, agevolato dell’entrata in vigore 30 anni fa del numero d’emergenza 118. “Questo traguardo è importantissimo perché nel ’92 si è finalmente data un’organizzazione e una struttura alla chiamata unica del 118. Prima, si chiamavano le croci e le ambulanze, con perdite di tempo importantissime e non c’era selezione di gravità, quindi è stato un evento fondamentale”, ha chiosato la Ferrari.
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