
REGGIO EMILIA – Un’opera che esplora il perdono, la fede e la fragilità umana. Un capolavoro raro e in generale poco rappresentato e sorprendentemente moderno, in cui un Verdi intimo ci guida attraverso un dramma di coscienza e redenzione. È Stiffelio, in scena per la prima volta al Teatro Municipale Valli di Reggio Emilia, venerdì 16 gennaio alle ore 20 e domenica 18 gennaio alle 15.30.
Stiffelio è un’opera lirica in tre atti composta da Giuseppe Verdi su libretto di Francesco Maria Piave. La prima rappresentazione avvenne il 16 novembre 1850 al Teatro Grande di Trieste. Il testo si ispira alla commedia francese Le Pasteur, ou L’Évangile et le Foyer (1848) di Émile Souvestre ed Eugène Bourgeois, da cui Verdi trae un dramma intenso e innovativo per i temi e la costruzione scenica.
Il tema dell’adulterio e del perdono, che costrinse Verdi a rivedere l’opera censurata durante la sua composizione, è il fulcro di un testo che ha sempre stimolato nuove e interessanti regie. In questo caso, la regia è affidata a uno dei più grandi maestri del teatro lirico, Pier Luigi Pizzi. Sul podio, Leonardo Sini, una delle bacchette di maggior talento del panorama attuale, che al Teatro Municipale Valli ha diretto anche Il Barbiere di Siviglia di Rossini.
Il team creativo comprende anche Massimo Gasparon, regista collaboratore e light designer; Serena Rocco, assistente alle scene; Lorena Marin, assistente ai costumi; e Matteo Letizi, editor dei video.

Stiffelio è interpretato da Gregory Kunde, tenore statunitense di fama mondiale, uno dei più raffinati e completi della scena operistica, che collabora da anni con alcune delle direzioni d’orchestra e delle regie più influenti.
Al suo fianco, la soprano Lidia Fridman debutta nel ruolo di Lina, mentre il baritono Vladimir Stoyanov è un interprete di riferimento nel repertorio verdiano. Completano il cast Carlo Raffaelli (Raffaele), Adriano Gramigni (Jorg), Paolo Nevi (Federico di Frengel) e Carlotta Vichi (Dorotea). In buca, l’Orchestra dell’Emilia-Romagna Arturo Toscanini, con il Coro del Teatro Municipale di Piacenza preparato da Corrado Casati.
La nuova produzione dell’opera verdiana è realizzata dalla Fondazione Teatri di Piacenza in collaborazione con la Fondazione Teatro Comunale di Modena e I Teatri di Reggio Emilia.
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