REGGIO EMILIA – Non accettava la fine della relazione e per mesi ha perseguitato l’ex compagna, trasformando la sua vita in un incubo fatto di pedinamenti, minacce e un’aggressione fisica.
È quanto emerso dalla denuncia presentata da una 42enne reggiana ai carabinieri della stazione di Corso Cairoli, che hanno ricostruito un quadro di condotte persecutorie iniziato nell’ottobre 2025.
Secondo quanto riferito dalla donna, un 59enne di Reggio avrebbe messo in atto una vera e propria strategia di controllo: messaggi offensivi, telefonate minatorie anche dopo essere stato bloccato sui social, appostamenti sotto casa e sul luogo di lavoro. In un episodio, l’indagato sarebbe passato dalle minacce ai fatti, colpendola con uno schiaffo e lasciandole lividi visibili, confermati da testimonianze raccolte dagli investigatori.
Al termine degli accertamenti, i carabinieri hanno denunciato il 59enne alla Procura di Reggio Emilia per atti persecutori. La Procura ha richiesto e ottenuto dal Gip l’applicazione della misura cautelare del divieto di avvicinamento alla vittima, con l’obbligo del braccialetto elettronico.
Il provvedimento impone all’uomo di mantenere una distanza minima di 1500 metri dall’abitazione della donna e dai luoghi da lei frequentati, oltre al divieto assoluto di contattarla in qualsiasi forma. Il GIP ha evidenziato una “tendenza ossessiva” e una marcata “incapacità di autocontrollo”, ritenendo sussistente un grave quadro indiziario.
La 42enne, a causa delle continue pressioni, era sprofondata in un forte stato d’ansia e timore per la propria incolumità.












