REGGIO EMILIA – Si rafforza l’impegno della questura di Reggio contro i casi di stalking e di violenze domestiche. In questi ultimi tempi si è registrato un aumento di questi fenomeni.
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C’è chi ha seminato chiodi nel cortile, chi è entrato in casa scardinando la porta con un piede di porco o chi è arrivato a spedire fino a 300 messaggi al giorno. Ma c’è anche chi ha alzato le mani. Casi che stanno ricominciando ad aumentare, dopo che nel lockdown, contrariamente alle aspettative, erano diminuiti. Nell’ultimo anno e mezzo, sono state una settantina le segnalazioni arrivate in questura. Gli agenti della divisione anticrimine hanno emesso 14 ammonimenti per stalking per continui comportamenti molesti.
“Spesso riceviamo istanze anche corredate da certificati medici perchè queste persone temono per la loro incolumità, hanno una angoscia da curare a livello medico”, spiega Antonio Stavale, dirigente dell’Anticrimine della questura di Reggio.
Sedici gli ammonimenti per violenza domestica. “E’ una attività che mette in gioco anche una certa capacità investigativa perchè si tratta di leggere tra le righe i referti medici e capire quando una persona non si è fatta male facendo le pulizie”.
Nella maggior parte dei casi si tratta di relazioni sentimentali interrotte ed è l’uomo ad essere molesto o violento. In due casi, lo stalker era la donna ma è capitato anche che fossero un genitore nei confronti del figlio, o viceversa. Gli ammonimenti sono provvedimenti amministrativi, in caso di reiterazione scatta la denuncia. “Tutto ciò è un sistema, non è lasciato alla capacità del singolo operatore, ognuno è preparato, in collaborazione con il comune perchè poi ci sono i centri a cui avviare sia la vittima che lo stalker”.
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