REGGIO EMILIA – Dopo le parole di ieri del sindaco di Reggio Marco Massari e del prefetto Maria Rita Cocciufa, altri messaggi di solidarietà all’indirizzo del giudice del processo Aemilia Andrea Rat, vittima di un episodio intimidatorio su cui si sta indagando: una settimana fa qualcuno, col giudice assente, si è introdotto nel cortile della sua abitazione vergando la finestra con un grosso simbolo nero.
Il coordinamento dell’indagine è passato alla procura di Ancona competente per fatti che coinvolgono magistrati emiliano-romagnoli. La Camera Penale di Reggio Emilia “Giulio Bigi” esprime profonda solidarietà e sincera vicinanza al dottor Andrea Rat che è stato bersaglio di un atto intimidatorio dai contorni inquietanti.
“Nel condannare con assoluta fermezza tale gesto vile che pare attenti alla libertà e all’indipendenza della magistratura – si sottolinea nella nota della Camera Penale – Siamo certi che il dottor Rat non si lascerà affatto intimidire e continuerà ad esercitare le sue funzioni con la competenza, la dedizione e l’equilibrio che lo hanno sempre contraddistinto nonché con la consapevolezza del sostegno di tutta la cittadinanza”.
“Un fatto di estrema gravità che colpisce un Magistrato, un servitore dello Stato, e con lui l’intera comunità reggiana – dice la deputata del Pd Ilenia Malavasi – Esprimo dunque solidarietà e vicinanza al Giudice Rat. Le istituzioni e la politica devono essere unite nel condannare con fermezza ogni tentativo di intimidire magistrati, forze dell’ordine o chiunque sia impegnato nella difesa della legalità. Il messaggio deve essere chiaro: Reggio Emilia è e rimarrà una terra che rifiuta la criminalità e sostiene chi la contrasta”.
Solidarietà al dottor Andrea Rat anche dai gruppi consigliari di Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia di Reggio: “Un gesto vile, diretto contro uno dei magistrati che più ha contribuito a smantellare le cosche di ‘ndrangheta nel nostro territorio. Un magistrato che già in passato ha vissuto sotto scorta per tre anni”, scrivono, annunciando che domani i tre gruppi presenteranno in Consiglio comunale un ordine del giorno urgente per condannare l’intimidazione, ringraziare il giudice Rat per il coraggio e l’impegno profusi nella difesa della legalità e impegnare formalmente il Sindaco e la Giunta a sostenerlo in ogni modo possibile. “Reggio Emilia non si piega: chi combatte le mafie ogni giorno non sarà mai lasciato solo”, concludono.
“Il gruppo Agende Rosse di Reggio e provincia si stringe attorno al giudice Rat, riconoscendo il valore inestimabile del suo operato – scrive l’associazione – La sua determinazione nel denunciare i nuovi stratagemmi della ‘ndrangheta, che si insinua nel tessuto economico e sociale, è fondamentale per la consapevolezza collettiva”.
“Questi ignobili tentativi di intimidazione non fanno altro che rafforzare la nostra stima e la nostra fiducia nel suo operato. La giustizia non si piega di fronte alla violenza e alle minacce”. Così la consigliera comunale Elisabetta Sala per Movimento civico per Fabbrico.
Impegno contro la ‘ndrangheta e per sensibilizzare la società civile sull’importanza di non piegarsi alla criminalità organizzata che è una vera missione per il giudice Andrea Rat. “Non abbiate paura, insieme siamo più forti della ‘Ndrangheta”, ha detto il magistrato giovedì scorso aduecento studenti reggiani riuniti all’hotel Mercure Astoria.
L’iniziativa è stata organizzata da Confapi Reggio Emilia. “Ho ricordato ai ragazzi che il silenzio è il primo nemico da sconfiggere quando affrontiamo la ‘Ndrangheta – le parole del magistrato – Li ho trovati curiosi, interessati, attenti. Non dobbiamo avere paura, i ragazzi non devono avere paura. Sono i mafiosi a dover avere paura delle persone perbene. Lo Stato siamo noi e insieme, un mattone dopo l’altro, costruiremo un muro che isolerà la criminalità organizzata e la metterà fuori dalla società civile. Ho apprezzato che l’incontro con gli studenti sia stato organizzato da Confapi Reggio Emilia – sottolinea Rat – I piccoli e medi imprenditori sono i più esposti al rischio di infiltrazioni. La ‘Ndrangheta ha il colletto bianco, si insinua nell’economia reale forte di grande disponibilità di capitale. La mafia uccide ancora. La strategia è cambiata. Non siamo più nella stagione del sangue, ma delle aziende messe in ginocchio dalla concorrenza leale figlia di capitali sporchi, dei rifiuti non smaltiti correttamente che inquinano le nostre terre con tutto ciò che ne consegue per la salute pubblica, delle fatture false che danneggiano l’erario e di conseguenza i servizi che lo Stato garantisce a tutti noi”.
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