VILLA MINOZZO (Reggio Emilia) – “Sentendo anche i colleghi di altre regioni, è un po’ un problema comune di queste vacanze, quello di andare a prendere un escursionista che si trova sul ghiaccio senza ramponi e che poi non sa più come proseguire”. A parlare è Flavio Tripi, capo della Stazione Monte Cusna del Soccorso Alpino”.
Non episodi isolati ma intervento sempre più frequenti, a maggior ragione in un periodo come quello del Natale con le giornate di sole dopo una nevicata. Gli uomini del soccorso alpino presidiano le nostre montagne, vigilano sui turisti e, in collaborazione con gli altri operatori, sono pronti ad intervenire, come è successo sul Cusna dove sono rimasti bloccati i due escursionisti reggiani che non avevano i ramponi.
“Sono stati favoriti da un momento di meteo caldo, che ha fatto sì che la neve fosse abbastanza morbida per poter salire, ma non hanno fatto i conti con la quota (dove la neve è più dura e ghiacciata) e con l’arrivo della sera con le temperature che si abbassano e con la neve che torna ghiaccio”, continua Tripi.
Ramponi e piccozza sono la base per questo tipo di escursioni: “Sulla neve d’inverno bisogna usare i ramponi: si possono comprare ovunque, costano il giusto. Adesso va di moda il ramponcino ma una punta di un cm non è paragonabile ad una punta di due o tre cm che penetra nel ghiaccio e nella neve: questa è una differenza enorme”.
In Emilia Romagna l’intervento del Soccorso Alpino è gratuito. L’appello è quello di essere responsabili. “La prima attrezzatura è quella di utilizzare la testa, cercare di capire se siamo esperti o no a seconda della tipologia di scenario in cui andiamo a fare la nostra escursione. Se siamo meno esperti dobbiamo valutare se il nostro grado di esperienza è sufficiente per il tipo di escursione che vogliamo fare”.
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