REGGIO EMILIA – Anche nel nostro territorio avrà luogo la protesta indetta a livello nazionale da Cgil e Uil. Due le ore di sciopero per mercoledì, in seguito al crollo nel cantiere avvenuto venerdì a Firenze. Col segretario provinciale della Fillea-Cgil, Sabatino Aliberti, ci siamo concentrati su un aspetto: la presenza, diffusa, di lavoratori autonomi nei cantieri.
Nella nostra provincia si contano circa 3.300 lavoratori dipendenti di aziende reggiane impegnate nel settore delle costruzioni. Nello stesso comparto sono 1.250 i lavoratori autonomi con partita Iva. Un numero rilevante secondo la Fillea-Cgil, preoccupata per le ripercussioni dal punto di vista della sicurezza nei cantieri. La liberazione del subappalto, che consente quello a cascata, fa sì che realtà sempre più piccole vengano coinvolte nelle opere. Quanto sia spontanea la nascita di un’impresa in proprio diventa difficile dirlo: “Ci potrebbe essere anche lo spiacevole problema di essere spinti ad aprire una partita Iva – dice Aliberti – se è l’unico modo per poter lavorare con una qualche impresa”.
Rispetto alle 11mila imprese reggiane operative nelle costruzioni, solo 500 superano i cinque dipendenti. In 8 casi su 10 si tratta di aziende con al massimo un dipendente. Il retroterra di competenze e di formazione, tra lavoratori dipendenti e partite Iva, è diverso, diverse sono anche le regole in cui si muovono: “Mano mano che si va avanti nella cascata degli appalti, da un lato si rischia di perdere la qualità del lavoro e dall’altro si perde il controllo dei contratti nazionali che all’interno hanno anche ore di formazione legata alla sicurezza”.
Reggio Emilia Fillea Cgil sicurezza nei cantieri tragedia di firenze










