REGGIO EMILIA – Nel 2025 a Reggio Emilia si sono contate 39 imprese in più gestite da persone straniere. Un leggero aumento, pari allo 0,5% rispetto all’anno precedente, che è stato rilevato dall’indagine della Camera di Commercio dell’Emilia e che rappresenta una inversione di tendenza (nel 2024 le aziende straniere erano calate del 3,7%). Il totale è pari a 8.243 (una presenza sul totale di 17,6%, superiore di tre punti percentuali alla media regionale).
Il 47,8% di queste aziende è presente nel comparto delle costruzioni, con 3.944 unità attive. Seguono, con evidenti distacchi, il commercio (1.228 imprese, che incidono sul totale delle imprese guidate da stranieri per il 14,9%) e il manifatturiero (1.009 realtà attive e incidenza al 12,2%).
Sono soprattutto imprese individuali. Tra queste, lo studio dice che il gruppo imprenditoriale estero più nutrito proviene dall’Albania, con 800 unità attive e un peso sul totale delle aziende straniere del 9,7%. Tra i 109 paesi di provenienza degli imprenditori nati all’estero, spiccano anche la Cina (781 unità e quota del 9,5%), la Tunisia (611 e 7,4%), il Marocco (575 e 7,0%) e l’Egitto (549 e 6,7%).
Quanto alla distribuzione territoriale delle imprese straniere, nel solo capoluogo si contano 4.651 unità, con un’incidenza del 26,2% sul totale delle aziende presenti nel comune. Seguono, per numero, i comuni di Correggio (con 261 imprese straniere, che incidono sul totale delle imprese attive per il 12,3%), Scandiano (247 e 11,5%), Novellara (201, con un’incidenza sul totale che si porta al 18,5%) e Sant’Ilario d’Enza, dove le 168 imprese possedute da stranieri rappresentano il 19,3% sul totale.











