REGGIO EMILIA – Nella vicina Francia, nella quale vengono fatti alcuni controlli all’ingresso, il dibattito è in corso da tempo, e già in Italia c’è un precedente: quello di Caivano, a Napoli, dove l’ennesimo ritrovamento, lo scorso ottobre, di tre coltelli negli zaini di altrettanti studenti aveva portato la scuola, la prefettura e i carabinieri ad avviare un piano di controlli davanti ad alcuni istituti.
Adesso, la proposta del Governo: l’installazione di metal detector nelle scuole che il ministro Giuseppe Valditara ha definito “più a rischio” nel corso di un programma di attualità di Rete4. Il tutto, ha detto sempre il responsabile del dicastero dell’Istruzione, avverrebbe dietro la richiesta del preside di turno.
Un’ipotesi sicuramente forte espressa dopo i fatti di La Spezia, dove un ragazzo di 18 anni è stato accoltellato a morte da un coetaneo a scuola, davanti agli occhi di compagni e insegnanti, per una foto con una ragazza. In merito, la vicepresidente della Provincia con delega alla Scuola, Francesca Bedogni, ha espresso la sua opinione: “Serve un piano robusto, quello che serve è l’educazione sentimentale e affettiva, queste proposte repressive sono molto poco efficaci”.
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