REGGIO EMILIA – Sono quasi 850 i bambini e i ragazzi con disabilità certificata nelle scuole elementari e medie del Comune di Reggio. Un numero che negli ultimi dieci anni è triplicato e che racconta una realtà sempre più complessa, alla quale i servizi pubblici sono chiamati a dare risposte nuove e sempre più specifiche. Lo scorso anno il Comune ha garantito oltre 6 mila ore settimanali di assistenza nelle scuole, con l’impiego di 240 educatori. Un servizio che oggi deve fare i conti non solo con l’aumento dei numeri, ma anche con bisogni sempre più diversi e articolati, legati alle differenti tipologie di disabilità.
“E’ il motivo per cui con la Provincia di Reggio Emilia, con la neuropsichiatria infantile dell’Ausl e con la Regione – spiega Marwa Mahmoud, assessora alla Scuola del Comune di Reggio – ci stiamo interrogando su come modificare il rapporto che non può essere più sostenibile né a livello economico né a livello educativo e di autonomia, cioè quello dell’uno a uno. Stiamo cercando di lavorare perché dobbiamo capire le esigenze di apprendimento di ogni singolo bambino. Su questi bisogni educativi noi cerchiamo di dare una risposta puntuale perché ci sia un accompagnamento di autonomia anche crescendo con l’età”.
E il sostegno non si ferma con la chiusura delle scuole. Anche durante l’estate l’obiettivo è garantire continuità alle famiglie: il Comune ha investito 731 mila euro per permettere a 260 bambini di frequentare i centri estivi, affiancati da educatori con competenze specifiche. Un impegno sempre più importante, per rispondere a una domanda di assistenza e inclusione che continua a crescere. “Il diritto allo studio è garantito fino all’ultima campanella della scuola – sottolinea Mahmoud – Noi come amministrazione abbiamo invece deciso già da anni di metterci a supporto delle famiglie che hanno bambini con disabilità. Abbiamo garantito sei settimane gratuite per le famiglie. Noi coordiniamo direttamente i gestori per cui gli educatori e le educatrici sono a supporto dei ragazzi e delle ragazze. Le famiglie che hanno aderito al progetto ‘Scuole Aperte’ hanno anche queste due settimane prima dell’inizio delle attività scolastiche”.
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