RUBIERA (Reggio Emilia) – La riorganizzazione dei servizi scolastici, per consentire il ritorno in classe di bimbi e ragazzi. Ma con quali regole? Il sindaco di Rubiera Emanuele Cavallaro, coordinatore Anci per la provincia, non nasconde criticità e punti deboli: “Non ci potete dire come si riorganizzano le scuole dell’obbligo ‘entro il 31 luglio’. Leggo che il documento tecnico nazionale per ora redatto parla di un metro di distanza tra i ragazzi e di uso della mascherina. Ok. Diteci come si calcola quel metro, tra i banchi o tra i ragazzi? Cambia! E perché se c’è la distanza serve anche la mascherina, per poter rispondere alle domande che ci faranno”.

Il sindaco di Rubiera Emanuele Cavallaro
E ancora: “Diteci, nel caso in cui in aula non ci possano stare tutti, come pensate di organizzare la didattica. Perché, lo dico chiaramente, noi vogliamo fare di tutto per garantire a tutti i nostri ragazzi la possibilità di andare fisicamente a scuola. Stiamo stanziando 20mila euro di attrezzature scolastiche e 75mila euro di manutenzioni straordinarie per poter intervenire nei mesi estivi se servono modifiche nelle scuole, riconversioni di spazi, attrezzature. Siamo pronti anche a cercare – di concerto con gli Istituti coinvolti – nuovi luoghi di lezione e, perché no, trovare anche figure di educatori che possano aiutare i ragazzi di classi che vengano necessariamente divise. Ma per fare tutto questo lavoro, che è semplicemente enorme e punta a garantire contemporaneamente la sicurezza ed il diritto allo studio, non potete farci l’elenco dei problemi da risolvere il primo di agosto. Avete mai provato a cambiare un lavandino, in agosto? Pensate se c’è da fare una qualsiasi forma di gara d’appalto. La scuola è un tema che muove milioni e milioni di persone ogni mattina: non si può pensare di avere gli stessi tempi, per i protocolli, di altri settori, informati al sabato di come aprire il lunedì. Non scherziamo. E non si può risolvere dicendo ai dirigenti: ‘usate le palestre e gli altri spazi’. Chi li attrezza, quegli spazi? Noi, dal punto di vista di risorse, disponibilità e competenze da mettere a disposizione vogliamo starci. Ma il fattore tempo è determinante”.
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