REGGIO EMILIA – Scontro politico sulla Tari. 12 liste civiche di altrettanti comuni reggiani, Coalizione Civica Reggio Emilia, Bagnolo Viva, Alternativa per Sant’Ilario e Calerno, Progetto Civico Viano, Movimento Civico per Fabbrico, Viviamo Albinea, Progetto San Martino, Cavriago Lab, Rinascimento Correggio, Noi per Casalgrande, Movimento Civico Cambiamento Campagnola, Cadelbosco Libera, hanno presentato un documento unitario per chiedere la messa a gara da parte di Atersir della gestione del servizio rifiuti entro il 2026.
La presa di posizione arriva dopo gli aumenti per famiglie e imprese degli ultimi due anni che per le utenze domestiche a Reggio città hanno avuto un incremento superiore al 13%. “Non neghiamo l’impatto dell’inflazione, dell’aumento dei carburanti, dei rinnovi contrattuali e dei nuovi servizi – dicono i civici – Ma proprio quando i costi crescono diventano ancora più necessari concorrenza, controllo e trasparenza. Non è accettabile che ogni aumento venga trasformato automaticamente in una maggiore tariffa a carico degli utenti”.
Richiesta che fa riferimento anche a quanto si è verificato a Parma e Piacenza dove la gara pubblica è stata svolta e vinta da Iren Ambiente, già gestore uscente. “Il confronto competitivo ha però prodotto risparmi concreti a favore delle bollette”, chiariscono le forze politiche.
A febbraio 2026 Atersir ha approvato gli indirizzi per il nuovo affidamento e il Comune di Reggio Emilia ha annunciato la pubblicazione del bando entro l’autunno. “Dopo tanti rinvii – concludono le 12 forze firmatarie del documento unitario – non bastano più le promesse: servono il bando, un cronoprogramma pubblico e una data certa per il subentro del nuovo gestore”.
Ai firmatari del documento, replica a distanza il rappresentante di un’altra lista civica, Giuliano Gualandri di Reggio Emilia in Comune che evidenzia come la data dell’autunno 2026 per la gara, fosse stata già indicata a inizio anno dalla stessa Atersir. “Abbassare le tariffe per la cittadinanza è certamente un obiettivo fondamentale, ma non può e non deve essere l’unico metro di giudizio – attacca Gualandri – Inseguire gare d’appalto basate solo sul massimo ribasso significa condannare il territorio a due tragiche conseguenze: servizi scadenti e di bassa qualità e, soprattutto, lo sfruttamento e la precarizzazione dei lavoratori del settore. Dietro ai prezzi tagliati con l’accetta si nascondono spesso diritti calpestati e stipendi da fame”.
Per Reggio Emilia in Comune la vera sfida non è svendere un servizio essenziale, ma costruire un bando di gara trasparente e avanzato, capace di coniugare sostenibilità sociale ed ambientale.









