SCANDIANO (Reggio Emilia) – Una commemorazione intensa e partecipata ha segnato, a Fellegara, il ricordo dell’eccidio del 3 gennaio 1945, primo e più grave eccidio nazifascista avvenuto sul territorio scandianese. Alla cerimonia istituzionale e alla deposizione della corona di fiori è seguito un momento di forte coinvolgimento, costruito attorno alla testimonianza inedita di Adalgisa Gambarelli, sorella di Nemo “Italo” Gambarelli, uno dei quattro giovani uccisi dal commando fascista.
Dopo l’inquadramento storico di Mirco Carrattieri e la testimonianza della vicepresidente dell’Anpi Valda Busani, la trasmissione dell’audio con la voce di Adalgisa Gambarelli, che a tredici anni assistette al sequestro dei ragazzi, ha restituito alla comunità uno sguardo diretto e umano su quella notte, riportando al centro non solo la tragedia, ma anche la vita quotidiana, gli affetti e le scelte di quei giovani.
Anche i figli di fratelli e sorelle di Adalgisa e Nemo hanno portato la loro testimonianza e hanno parlato per la zia che, impossibilitata a essere fisicamente presente, è rimasta collegata in videochiamata per tutta la durata della commemorazione.
“Due anni fa – ha sottolineato il sindaco Matteo Nasciuti – abbiamo scelto, insieme alle associazioni del territorio e ad Anpi, di ripensare il modo di ricordare questo eccidio. Non per cambiare il senso della commemorazione, ma per rafforzarlo. Dedicare tempo e attenzione alle vite dei quattro martiri significa sottrarli all’anonimato della sola tragedia. Il ballo, che oggi sta diventando una tradizione, nasce proprio da questo: riportare la vita dove c’è stata la morte violenta, attraverso un gesto collettivo, consapevole e rispettoso”.












