SANT’ILARIO D’ENZA (Reggio Emilia) – E’ stata inaugurata lunedì sera al centro Mavarta di Sant’Ilario la mostra fotografica ‘Lo sciacallo dorato. Una nuova presenza nella pianura padana’, basata sugli scatti del calernese Diego Barbacini, che nel 2020 fu il primo a fotografare l’animale sul nostro territorio. Prima, si è tenuto un incontro molto partecipato con gli esperti Emanuele Fior, naturalista e funzionario dell’ente Parchi del Ducato, e Ivano Chiapponi, responsabile del Rifugio Matildico di San Polo d’Enza.
Per immortalare il canide negli scatti esposti sono state spese innumerevoli giornate nell’osservazione del branco e dei suoi equilibri, con appostamenti da lontano e nel rispetto delle sue abitudini, come spiegato da Diego Barbacini, volontario dell’ente Parchi del Ducato.
Lo sciacallo dorato è un animale di medie dimensioni, diffuso in una area che si estende dall’Europa sud-orientale fino al sub continente indiano. Le sue prede principali sono topi, ratti, talpe, lepri e invertebrati, ma ha spesso un comportamento da spazzino, nutrendosi di carcasse, scarti di lavorazioni alimentari e frutta. Non è un pericolo per l’uomo.
A partire dalla metà del ‘900, lo sciacallo è andato incontro a una forte espansione territoriale, probabilmente favorita dalla riduzione della popolazione balcanica di lupo, suo principale predatore e competitore. La prima segnalazione dello sciacallo in Italia, dove la specie è protetta, risale al 1984 in Friuli, ma solo nell’ultimo decennio si sta assistendo a una rapida colonizzazione di nuove regioni.
A Sant’Ilario una mostra sullo sciacallo dorato sul nostro territorio. VIDEO
29 marzo 2025Al centro Mavarta di Sant’Ilario le foto fatte durante due mesi di appostamenti












