REGGIO EMILIA – L’esame si chiama Holter Ecg e, come indica la sigla, è un tipo di elettrocardiogramma. Per niente invasivo, necessita dell’applicazione di un dispositivo da portare con sé per 24 ore, durante le quali viene tenuta traccia della funzione cardiaca.
Una procedura cui si sottopongono, nella nostra provincia, oltre 5mila persone ogni anno. Una elevata domanda che l’Ausl reggiana al momento fa fatica a soddisfare. Rivolgendosi al Cup, via telefono oppure allo sportello, con una richiesta del medico di base valutata come non urgente, il primo appuntamento disponibile risulta a dicembre. Questo capita anche qualora la classe di priorità sulla ricetta sia indicata dalla lettera D, che sta per “differibile”, aggettivo che in gergo significa un’attesa massima di 60 giorni. Anziché due mesi, però, si rischia di dover attendere, come dicevamo, fino a otto mesi.
Il motivo principale è risaputo: la sanità è a corto di medici. Assieme all’oculistica e alla dermatologia, la cardiologia è tra le specialità i cui tempi di attesa per le prestazioni possono sforare gli standard previsti dalla Regione. Nel caso dell’esame di tipo Holter, viene erogato con ritardo, rispetto ai termini previsti, al 30% circa dei pazienti ai quali viene prescritto. Un ritardo dovuto anche alla mancanza di tecnici di cardiologia. Un concorso per assumerne di nuovi è in corso, si concluderà a maggio con ricadute certamente positive sulle agende degli appuntamenti.
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