REGGIO EMILIA – E’ stato firmato l’accordo integrativo regionale con i medici di medicina generale. Per il presidente Michele de Pascale e l’assessore alla sanità Massimo Fabi, si tratta ‘di un accordo epocale’. Ecco cosa cambia e le novità sui servizi sanitari ai cittadini.
La bozza dell’accordo è stata sottoscritta dalla Regione Emilia-Romagna e dai sindacati di categoria dopo mesi di trattative anche molto complesse. Al momento hanno firmato Fimmg, Cisl e Fit, mentre Snami e Smi chiedono ulteriori correttivi e non escludono una successiva adesione.
Secondo la Regione, l’intesa rappresenta un passaggio decisivo per rafforzare la medicina del territorio e rispondere alla carenza di medici e all’aumento dei bisogni di cura.
La novità centrale dell’Air è l’istituzione delle Aggregazioni funzionali territoriali (Aft). Si tratta di strutture pensate per garantire prestazioni di bassa complessità, con l’obiettivo di ridurre le liste d’attesa e limitare gli accessi impropri ai Pronto soccorso.
Le Aft saranno maxi ambulatori ad accesso gratuito, aperti fino a 12 ore al giorno, dal lunedì al venerdì dalle 8 alle 20, e opereranno in integrazione con gli ambulatori delle Case della comunità.
Il nuovo modello punta a un’assistenza più estesa e continuativa per i cittadini, con una copertura complessiva 7 giorni su 7 e 24 ore su 24. Questo sarà possibile grazie alla presenza integrata, all’interno delle Aft, dei medici di medicina generale, dei medici con ruolo unico e dei medici a pura quota oraria, cioè le ex guardie mediche.
L’accordo ridefinisce anche il lavoro dei medici di famiglia. I professionisti continueranno a svolgere l’attività nei propri ambulatori, ma dovranno garantire un certo numero di ore settimanali nei servizi territoriali, come Case della comunità, Rsa e altre strutture. L’impegno varia in base al numero di assistiti: oltre i 1.500 pazienti non sono previsti obblighi aggiuntivi, mentre al di sotto di questa soglia le ore crescono progressivamente fino a un massimo di 38 ore settimanali.
Ora la palla passa alle singole aziende sanitarie. Spetterà all’Ausl di Reggio Emilia declinare concretamente l’organizzazione delle Aft sul territorio e definirne la convivenza con i Cau. Questi ultimi manterranno la denominazione attuale solo se collocati all’interno dei dipartimenti di emergenza-urgenza e negli ospedali. I Cau già attivi a Reggio,Correggio e Scandiano dovranno ora essere riorganizzati alla luce delle nuove direttive regionali.
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