SAN POLO D’ENZA (Reggio Emilia) – Gli interventi per il nuovo edificio delle elementari “Renzo Pezzani” a San Polo d’Enza si sono trasformati nella classica corsa contro il tempo. Il gong finale entro cui occorre terminare è fissato per giugno 2026. Così vogliono le ferree regole del Pnrr. Per quattro mesi però tutto è rimasto fermo. Colpa di una certificazione mancante da parte del fornitore più essenziale, quello chiamato a consegnare la struttura prefabbricata che rappresenta l’80% della costruzione. Dopo che l’impresa appaltatrice si è rivolta a un’altra azienda, i lavori sono potuti ripartire martedì scorso, in un cantiere che già era cominciato in ritardo per via dei tempi più lunghi impiegati dal ministero dell’Istruzione nell’indicare il progetto da realizzare.
Fatto sta che il 30 giugno, ovvero tra cinque mesi, la scuola dev’essere pronta per il collaudo. “Per quella data dovrà essere pronto non solo la parte prefabbricata, ma anche gli infissi, i pavimenti, i controsoffitti, gli impianti elettrici, il riscaldamento. Il collaudatore dovrà dire se la scuola potrà ospitare gli alunni a partire da settembre”, spiega il sindaco di San Polo Franco Palù.
Sforare la scadenza prefissata comporterebbe la perdita dei finanziamenti. A quel punto il Comune dovrebbe sostenere di tasca propria i costi dell’opera. “In assenza di proroghe, il fatto di perdere il finanziamento è gravissimo – dice preoccupato il primo cittadino -. Potrei fare un mutuo trentennale per coprire il costo dell’opera, ma non lo posso fare per la parte già realizzata, che ho pagato con i soldi del Pnrr che dovrei dare indietro”.
Per undici classi, ovvero 300, tra bambine e bambini, questo è il secondo anno scolastico in sedi temporanee dislocate sul territorio. “Se non sarà a settembre 2026 – afferma Palù – la partenza nel nuovo edificio, potrebbe essere a dicembre”.
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