REGGIO EMILIA – “Appena abbiamo saputo della morte di Sebastiao Salgado, il primo pensiero è stato un grande grazie”. A dirlo sono i volontari dell’associazione che coinvolsero il grande fotografo, scomparso due giorni fa, in un progetto che ha lasciato un segno in città.
“E’ bello sapere che quel dono che lui ci ha fatto è servito per il presente, per quello che siamo noi oggi e per quello che potremo ancora fare nei prossimi mesi e anni”. Il dono consiste in 100 scatti inediti di esplorazioni e reportage. Arrivarono a Reggio all’inizio del 2019. Sulle casse di legno il nome del mittente: Sebastião Salgado. Claudio Melioli è l’attivista dell’associazione Casa d’Altri che assieme a Khadija Lamami e Alessandro Patroncini riuscì a coinvolgere il grande fotografo nel progetto di una mostra che ha dato il la a diverse attività che si svolgono in zona stazione. “Gli eventi, i progetti, i dopo scuola, lo sportello di avvocati di strada, il progetto di sottoponte. Tutto è cominciato lì…”.
Tutto è cominciato con la mostra “Africa” allestita presso il Binario 49, qualche mese dopo la sua inaugurazione, e allestita anche allo Spazio Gerra.
Leggi anche
Reggio Emilia Sebastiao Salgado











