REGGIO EMILIA – Lo scorso anno il Comune di Reggio aveva emesso un’ordinanza con anticipava di tre giorni l’accensione degli impianti di riscaldamento a causa dell’abbassamento delle temperature: dal 15 al 12 ottobre. Quest’anno, vista la crisi energetica e le esigenze di risparmio, la data indicata dal Governo per il territorio emiliano era quella del 22 ottobre, ma dato il clima particolarmente favorevole, il via libera è stato posticipato al prossimo 2 novembre. E’ quanto ha stabilito il sindaco Luca Vecchi.
Una decisione assunta in sintonia con gli altri amministratori del territorio: anche nel resto della provincia la data è quella del 2 novembre quando si potranno tenere accesi i termosifoni per un massimo di 13 ore al giorno, ad eccezione dei comuni montani dove non è prevista alcuna limitazione. Ecco in proposito le parole del coordinatore dei sindaco reggiani Emanuele Cavallaro, primo cittadino di Rubiera: “E’ una decisione dovuta grazie al clima che fortunosamente stiamo vivendo e per le esigenze di risparmio”.
Ci sono però delle deroghe: “Ospedali e strutture per anziani innanzitutto”, sottolinea Cavallaro.
Sono inoltre escluse le scuole dell’infanzia, gli asili nido, le piscine e gli edifici adibiti ad attività industriali per esigenze di produzione.
Dagli amministratori giunge anche un invito alla massima attenzione per l’utilizzo di sistemi di riscaldamento alternativi ai termosifoni: “Se qualcuno ha un vecchio camino che utilizza solo in certe occasioni come il Natale, è meglio che non lo accenda per riscaldarsi ora, non solo perché è vietato dalle norme regionali, ma anche perché è pericoloso e rischia di surriscaldare la canna fumaria con possibili incendi”.
Lo slittamento al 2 novembre è stato deciso anche Bologna, Modena e Parma.





