REGGIO EMILIA – Se pensiamo ai Municipi come a case con utenze da pagare, immaginate quanto possano costare i rincari energetici per i nostri Comuni. Il sindaco di Rubiera, Emanuele Cavallaro, rappresentante provinciale dell’Anci, ha fatto i conti: 16 milioni di euro per gli enti locali reggiani, considerando che gli aumenti rimangano al 30%, cosa per niente scontata. “Abbiamo un’esperienza importante, in negativo, che è quella del conflitto in Ucraina gestito con provvedimenti legislativi che autorizzarono a usare l’avanzo delle amministrazioni per coprire i costi energetici; provvedimenti straordinari, che non sono più in vigore”.
Visto che i Comuni sono tenuti a pagare le bollette con la spesa corrente, e siccome la coperta è corta, le opzioni sono due: o si aumentano le tasse ai cittadini o si tagliano i servizi che quelle tasse finanziano. “Cosa succede? Che stanti così le cose, essendo le tasse fissate un anno per l’altro, non c’è possibilità di intervenire e non sarebbe corretto, per cui bisognerà fare dei tagli”.
Il tema urgente è affrontare le prossime settimane. Non è sufficiente affidarsi a una primavera dalle temperature miti; anche se, che tutto questo deflagri con l’arrivo della bella stagione, è l’unica buona notizia. “Le cose da fare sono mettere nell’agenda politica la questione dei Comuni; la cosa più semplice è permettere agli enti di usare le spese in conto capitale, anche se poi vuol dire non avere i soldi per le manutenzioni straordinarie. Forse, un fondo nazionale o sgravi fiscali potrebbero aiutarci”.
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