REGGIO EMILIA – Un’azienda su dieci nel settore della panificazione rischia la chiusura. E’ l’allarme della Cna, legato alle conseguenze del caro energia e dell’inflazione.
“Entro la fine dell’anno dodici forni chiuderanno in provincia di Reggio Emilia – il monito di Marco Simonazzi, titolare dell’omonimo forno di Castelnovo Monti – e non sono pochi”. Bollette alle stelle, che danno il colpo di grazia ad attività spesso gestite a livello familiare. Succede alle imprese dei panificatori e dei pasticceri. In quella di Simonazzi, la corrente elettrica nel mese di agosto 2019 era costata quasi 2.800 euro. Due anni dopo, l’importo è esattamente triplicato arrivando a 8.300 euro. Questo, nonostante un quarto di consumi in meno: “Noi gli aumenti di luce e gas li abbiamo avuti da settembre dell’anno scorso”.
Marco Simonazzi è presidente dei mestieri dolciari-panificatori di Cna. Secondo le stime dell’associazione, il 13% delle aziende del comparto rischia la chiusura, una su cinque la riduzione della produzione. Soltanto nel territorio della nostra montagna, sono 50 i posti di lavoro in bilico. Già da mesi il settore fa i conti con i costi aumentati, che riguardano anche gli ingredienti. A quello per la farina, da ottobre, ci saranno da aggiungere venti centesimi al chilo. “I lievi aumenti che siamo stati costretti a introdurre – sottolinea Simonazzi – non sono sufficienti a coprire le maggiori spese”.
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