REGGIO EMILIA – E’ probabilmente ‘acqua’ la parola più pronunciata dell’estate reggiana: l’acqua invocata dal cielo o che piove in abbondanza in poche ore. Acqua protagonista, perché a tratti scarseggia, sugli scaffali dei negozi. E’ capitato sicuramente a molti di vedere nei supermercati cartelli in cui si impone un contingentamento nell’acquisto delle confezioni di acqua. E capita tutt’ora. Qui ad esempio siamo al Quinzio.
Il picco lo si è toccato a luglio con la grande siccità: in quel periodo capitava scarseggiasse anche l’acqua naturale. Adesso si tratta della frizzante e per qualche consumatore è un piccolo problema. Diciamo che è il classico caso in cui tutti possiamo tastare con mano una piccola conseguenza di un grande problema, visto che tutto è da ricondurre ai costi quadruplicati dell’energia. Costi da applicare anche all’estrazione dell’anidride carbonica, fondamentale per acqua gasata e bibite.
Il problema quindi non è di una catena di supermercati o di negozi in particolare, o di una marca di acqua, ma è generalizzato ed è nazionale. “La situazione non è gravissima, ci possono essere le cosiddette rotture di stock in alcuni supermercati, in cui di alcune marche non si trova l’acqua – dice la presidente di Sigma Realco Donatella Prampolini -, di conseguenza nei punti vendita si deve fare un po’ di contingentamento. In questi casi quando si comincia a parlare della carenza di un bene il problema più grosso è quello dell’accaparramento. Un ulteriore problema che si sta sottovalutando ma che io voglio fare presente, sempre legato all’acqua, è quello dei trasporti: con l’aumento della benzina, i trasportatori, soprattutto nelle aziende che hanno appaltato all’esterno il trasporto dell’acqua e che quindi percepiscono una tariffa in base al valore che trasportano, preferiscono trasportare altre merci e non l’acqua perchè l’acqua ha un valore molto basso”.
Telereggio Reggio Emilia Tg Reggio rincari energetici Acqua frizzante










