REGGIO EMILIA – Circa 115 milioni di euro: di tanto aumenteranno i costi energetici quest’anno per le imprese reggiane se i prezzi dell’ultimo mese dovessero diventare strutturali. La stima è di Confindustria Reggio Emilia, elaborata grazie ad una simulazione basata sugli importi pagati lo scorso marzo e sui consumi effettivi del 2024.
L’associazione lancia l’allarme: è una vera e propria esplosione che rischia di infliggere un colpo durissimo alle imprese manifatturiere. In un solo mese l’energia elettrica ha subito un incremento del 25%, il gas naturale del 49%.
“Un salto che, con i contratti già in corso, le aziende fanno fatica ad assorbire e non possono trasferire subito sui prezzi di vendita: molte imprese potrebbero andare in perdita su ordini già acquisiti” dice il vicepresidente degli Industriali Savino Gazza, che chiede un intervento di Governo e Unione Europea.
Un allarme condiviso dalla Cgil. “La sconsiderata guerra all’Iran voluta da Stati Uniti e Israele sta presentando un conto salatissimo” dice la Camera del Lavoro di Reggio, attraverso il segretario Cristian Sesena.
“L’inflazione si sta alzando e con essa le speculazioni. Oltre alle imprese, l’aumento dei costi dell’energia non risparmia neanche i cittadini, le famiglie e gli enti locali”. Il sindacato chiede l’istituzione di un gruppo che, con la regia di provincia e comuni, possa elaborare azioni concrete. Tra le proposte della Cgil la promozione dello Smart Working e l’incentivo della mobilità sostenibile.
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