REGGIO EMILIA – La Regione avvia i lavori per un nuovo accordo territoriale volontario per ridurre le emissioni del distretto ceramico di Modena e Reggio Emilia. L’obiettivo è limitare le polveri calde emesse in fase di cottura, quelle fredde legate a processi di pressatura e macinazione di argille e smalti, e gli ossidi di azoto. Verrà istituito un tavolo operativo con i referenti di Regione, Province di Modena e Reggio Emilia, Comuni del distretto, Confindustria ceramica e Arpae.
Il nuovo accordo si basa sull’esperienza del precedente accordo siglato a dicembre 2019 tra Regione, le due Province, dieci Comuni del distretto ceramico e Confindustria ceramica. “Il Pair 2030 – dice Irene Priolo, assessora all’Ambiente – prevede che enti pubblici, imprese e associazioni di categoria possano stipulare accordi d’area e territoriali per il contenimento delle emissioni. Accordi che comprendano misure aggiuntive e che possono costituire requisito preferenziale per la concessione di contributi regionali alle imprese coinvolte”.
L’accordo del 2019 prevedeva un sistema di conteggio di quote di emissioni autorizzate e meccanismi di scambio tra siti e imprese per agevolare la gestione delle pratiche autorizzative, con l’obiettivo di contenere il carico inquinante ceramico complessivo nel distretto e ridurre progressivamente le quote in caso di cessazione o fermata prolungata degli impianti.











