Servizio Tg Reggio
di Margherita Magnani
REGGIO EMILIA – Si sono svolte questa mattina in centro storico a Reggio le commemorazioni dell’eccidio di Porta Brennone. Quattro giovani partigiani, Sante Lusuardi, Dino Turci, Cristoforo Carabillò e Vittorio Tognoli, furono fucilati dai fascisti, dopo atroci torture, all’alba del 3 febbraio 1945 all’angolo tra corso Garibaldi e via Porta Brennone.
In quel luogo compare una targa commemorativa, e lì è stato celebrato il ricordo alla presenza dell’Anpi, del vicesindaco di Reggio Emilia Lanfranco de Franco, e dei rappresentanti della Provincia e dei Comuni di Correggio, Scandiano, Cavriago.
E’ intervenuto anche Mario Cicero, sindaco di Castelbuono (Palermo), paese natale di Cristoforo Carabillò, uno dei quattro fucilati. Sempre sotto la lapide di via Porta Brennone è andata in scena una rappresentazione, ideata dagli alunni dell’Istituto Blaise Pascal.
Successivamente la cerimonia si è spostata presso la lapide posta alla caserma Zucchi per rendere omaggio ad Angelo Zanti a 81 anni dalla sua fucilazione, avvenuta il 13 gennaio 1945.
Dopo la fucilazione, i cadaveri dei quattro giovani partigiani, a piedi nudi e mani ancora legate con fil di ferro, vennero lasciati al margine della strada per alcuni giorni, con il divieto di rimuoverli e di darvi sepoltura, quale monito alla popolazione civile a non collaborare con la Resistenza. Due erano correggesi, Sante Lusuardi e Dino Turci, di 21 e 22 anni. Il terzo, Cristoforo Carabillò di Castelbuono (Palermo) dove era nato nel 1917. Sottotenente dei bersaglieri nella caserma Reverberi, a Scandiano, era diventato amico e collaboratore del quarto ucciso, Vittorio Tognoli, 24 anni, studente universitario di Scandiano.
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