REGGIO EMILIA – Una delegazione del Comune ha partecipato a Bruxelles all’incontro conclusivo del progetto europeo Cities, dedicato al rafforzamento delle politiche antidiscriminatorie.
Reggio Emilia, città capofila, ha lavorato insieme a Modena, Ravenna, Casalecchio di Reno e Olbia per quasi due anni, realizzando percorsi formativi che hanno coinvolto 450 persone e sviluppando strumenti per raccogliere e analizzare dati sull’uguaglianza, formare il personale pubblico e creare un confronto stabile tra istituzioni, società civile, regioni, Unar e Consiglio d’Europa.
L’obiettivo del progetto è promuovere una visione della diversità come risorsa per città più inclusive e innovative, capaci di prevenire disuguaglianze e garantire pari accesso ai diritti. L’incontro al Parlamento europeo ha riunito rappresentanti delle istituzioni europee e italiane, amministratori locali, università e associazioni.
L’assessora alle Politiche educative Marwa Mahmoud ha aperto i lavori sottolineando il valore politico del percorso e la necessità di ascoltare chi vive discriminazioni quotidiane. “Questa non è soltanto la restituzione di un progetto europeo, ma un incontro di scambio intenso e partecipato. Abbiamo voluto mettere insieme livelli diversi – da quello locale a quello europeo – e mondi differenti, dall’istituzionale all’accademico fino alla società civile, ascoltando le persone che ogni giorno subiscono discriminazioni sulla propria pelle”.
Il progetto nasce dalla Rete Italiana delle Città del Dialogo, che riunisce 32 comuni impegnati nel dialogo interculturale e nella coesione sociale, coordinata da ICEI.











