REGGIO EMILIA – Dopo la denuncia di Federconsumatori che, dati alla mano, ha evidenziato come dopo le modifiche orarie introdotte dallo scorso 14 settembre, la situazione non sia migliorata. Anzi. Aumenta la richiesta a Trenitalia Tper, Fer e Regione di rivedere l’attuale organizzazione del servizio.
“La riorganizzazione delle fermate sulla linea ferroviaria Reggio Emilia-Guastalla, adottata con l’obiettivo di migliorare la puntualità del servizio, sta generando disagi significativi per molti cittadini che vivono nelle aree più periferiche del territorio”. Lo dichiarano in una nota la consigliera regionale del Partito Democratico Elena Carletti e la parlamentare del Partito Democratico Ilenia Malavasi.
“La soppressione di diverse fermate minori – spiegano – ha comportato difficoltà concrete negli spostamenti quotidiani di tanti pendolari. A risultare particolarmente penalizzati sono soprattutto gli studenti che frequentano gli istituti scolastici del territorio e che, a causa di queste modifiche, hanno perso una parte importante della propria autonomia negli spostamenti casa–scuola”.
Malavasi e Carletti sottolineano inoltre l’importanza di ascoltare le istanze che arrivano dai Sindaci e dal territorio. “In queste settimane si sono formati comitati e abbiamo fatto incontri e tenuto interlocuzioni costanti con gruppi di cittadini che chiedono di essere coinvolti nel confronto. È fondamentale aprire un dialogo con queste realtà per comprendere pienamente le criticità che stanno emergendo”. “Comprendiamo la necessità di garantire la puntualità e l’efficienza del servizio ferroviario – proseguono – ma è altrettanto necessario trovare un equilibrio tra l’organizzazione della linea e il diritto alla mobilità delle comunità locali”.
Per questo le due rappresentanti del Partito Democratico chiedono di avviare una verifica delle soluzioni adottate: “Occorre studiare nuove misure che, pur nel rispetto degli orari e dell’efficienza del servizio, consentano di reintegrare alcune fermate strategiche. L’obiettivo deve essere quello di restituire a molti pendolari e a tanti studenti la possibilità di muoversi in autonomia e in modo sostenibile”. “Il trasporto pubblico locale – concludono Ilenia Malavasi e Elena Carletti – deve rimanere uno strumento di coesione territoriale e non diventare un fattore di ulteriore distanza tra i centri principali e le aree più decentrate”.












