REGGIO EMILIA – Nei giorni scorsi è morto l’avvocato Mario Galli, toga d’oro, uno dei decani del foro di Reggio. L’amico e collega Antonio Silipo gli dedicò nel maggio del 2016 un personale omaggio, pubblicato sul numero 40 del periodico Il Ritocco. Ve lo riproponiamo per gentile concessione dell’autore.
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Caro Mario,
patrizio romano (per la conformazione cranica…), che dire oltre quello che scrissi nel libro “I miei avvocati” Che siamo invecchiati insieme…? Sarebbe facile venire sul tuo terreno di sconsolato e desolato quasi permanente, di rassegnato al peggio…Hai ragione, avevi ragione, sia chiaro; i cambiamenti sembrano impossibili, la storia si ripete e non è vero che sia maestra di vita; se così fosse, non ci sarebbero state divisioni e guerre familiari, guerre locali, nazionali e mondiali; se la storia fosse maestra di vita, la nostra vita dovrebbe essere migliore… invece. Ma, caro Mario, se non sperassimo, se non ci accompagnasse la speranza… che cosa ci resterebbe? Una delle ultime volte che ci siamo incontrati, in via Panciroli, ex via della Vite, a Reggio Emilia, mi raccontasti di tuo padre, ucciso negli anni della resistenza… da chi non si sa… cercasti… per anni il posto dove avrebbe potuto essere sepolto. Ma non lo hai scoperto… e ti è rimasto quel dolore… dentro… silenzioso dolore, che ha intriso la tua vita, dal quale ha avuto origine, forse, questo tuo pessimismo esistenziale, che tu hai fatto diventare razionale distacco dai sogni e dalle utopie politiche e sociali…In questo alveo di pessimismo, hai sempre il tempo per un sorriso e per un sostegno.
Ci resta la voglia di ridere… e di divertirci, alla faccia della vita che avanza, con gli anni all’assalto dei pensieri. Grazie…a te e ai tuoi figli, cosi diversi, cosi entrambi singolari e bravi, Piernicola, gigante del sorriso e di bontà, e Michele, filosofo dialettico e avvocato asettico. (Giuseppe A. Silipo)
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