REGGIO EMILIA – La città che si trasforma in scuola. Il progetto “scuola diffusa”, nato per rispondere alle restrizioni anti contagio e proseguito per le potenzialità che ha dimostrato, è giunto alla sua terza edizione, promosso dal Comune tramite il servizio Officina Educativa.
E’ diventato non solo un diverso modo di approcciare l’educazione, ma un caso nazionale. Lo stesso ministero dell’Istruzione ha mutuato l’esempio virtuoso nato a Reggio per ripeterlo in altre realtà. I luoghi di Reggio interessati quest’anno sono i teatri, il centro Malaguzzi, i Musei, Palazzo da Mosto, la scuola Marco Polo e l’agriturismo Casa del Gufo. “Anche quest’anno i ragazzi trascorreranno settimane intere dentro a questi spazi per fare delle esperienze didattiche nuove, qualificate, incontrando i saperi migliori della città dentro alle istituzioni culturali e non solo – ha spiegato Eugenio Paterlini di Officina Educativa – La pandemia ci ha dato, tra i tanti problemi che abbiamo dovuto affrontare, anche grandi opportunità di avvicinarci ancora di più, perché Reggio è sempre stata molto attenta al tema della scuola come centro della comunità”.
Il progetto ha riscosso molto successo tra i ragazzi e le famiglie, tanto da spingere le scuole a parteciparvi ancora: “Ci siamo resi conto che la ‘scuola diffusa’ è risultata un’esperienza particolarmente motivante, innanzitutto, un supporto fondamentale alla dimensione della socialità e a nuove forme di apprendimento”, ha aggiunto Paola Campo, dirigente scolastica dell’istituto comprensivo “Don Borghi”.
Ma come sarà la nuova edizione? “Avremo 100 classi in sei luoghi della città che si alterneranno settimana dopo settimana. Con una settimana intensiva preparata ad hoc dagli educatori di ‘Officina Educativa’ dentro questi posti e seguita da un momento di approfondimento”, ha spiegato Paterlini. “Il fatto di uscire dalla scuola e di dare spazio alle arti e a tutte le espressioni della cultura ci permette, non solo di attivare un elemento in più nella formazione attuale, ma anche di porre le basi per una formazione permanente che in questo ambito trova il suo riferimento più naturale”, ha concluso la dirigente.
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