
REGGIO EMILIA – Svolta nelle indagini su un furto di arte sacra avvenuto nel 2025 a Reggio Emilia: i carabinieri di Campagnola hanno recuperato due pissidi rubate dalla parrocchia di Sant’Antonio da Padova, restituendole al parroco Don Marco Ferrari. Per il possesso degli oggetti è stato denunciato per ricettazione un 31enne residente a Novellara.
La pisside è un vaso sacro, solitamente in metallo prezioso (oro, argento, ottone), dotato di coperchio e utilizzato nella Chiesa cattolica per contenere le ostie consacrate all’interno del tabernacolo. Serve anche per la distribuzione della comunione ai fedeli durante la messa.
Il recupero è avvenuto nell’ambito di un’attività investigativa avviata dopo un intervento del 24 gennaio scorso, quando i militari avevano rintracciato l’uomo per eseguire un ordine di carcerazione relativo ad altri reati. Durante la perquisizione, i carabinieri hanno trovato nella sua disponibilità due pissidi, una delle quali di particolare pregio, con un valore stimato intorno ai 2.000 euro. Il ritrovamento ha subito insospettito i militari, che hanno proceduto al sequestro per avviare gli accertamenti.
Le successive indagini hanno consentito di collegare i manufatti a un furto avvenuto il 16 luglio 2025 nella chiesa cittadina. Incrociando le denunce e gli elementi raccolti, i carabinieri sono riusciti a ricostruire la provenienza illecita degli oggetti. Su disposizione della Procura è stato quindi disposto il dissequestro e la restituzione dei beni al legittimo proprietario.
Nella giornata odierna le pissidi sono state riconsegnate alla parrocchia, ponendo fine a una vicenda che aveva colpito la comunità locale.
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