REGGIO EMILIA – In provincia ci sono attualmente circa 500 impianti di riscaldamento non a norma e dunque bloccati, grazie alle verifiche effettuate in base al regolamento regionale varato nel 2017.
L’Emilia Romagna cinque anni fa ha istituito, infatti, il catasto regionale degli impianti termici (Criter) secondo cui ogni impianto installato in abitazioni o edifici deve essere censito e controllato periodicamente da tecnici o ditte specializzati. A fare il quadro della situazione è il responsabile del settore costruzioni di Cna, Stefano Ricciardi: “Il censimento, da quando è stato avviato, ha portato all’individuazione di 5mila impianti non a norma in Emilia Romagna, di cui alcune centinaia (500, ndr) nel Reggiano. Una individuazione avvenuta grazie alle segnalazione delle aziende incaricate delle manutenzioni”.
Il regolamento prevede, inoltre, sanzioni in caso di inadempienze: “Sanzioni che partono dai 5mila euro a salire, a seconda del grado di negligenze”. Il sistema dei controlli si attiva quando è il proprietario a richiedere la manutenzione e stando così le cose è chiaro che purtroppo ci sono molti apparati che sfuggono alle verifiche. Monitoraggi che sono importanti – ammonisce Cna – non solo per quanto riguarda la sicurezza, ma anche in relazione ai consumi: “Un impianto su cui viene effettuata regolare manutenzione non solo è sicuro, ma consente di ottenere minori consumi e quindi maggiori risparmi”, ha concluso Ricciardi.
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