
Guido Zannoni in una foto pubblicata dalla Fondazione I Teatri su Facebook
REGGIO EMILIA – Lutto nel mondo della cultura reggiana. E’ morto Guido Zannoni. Aveva 91 anni. Dal 1971 fu direttore del teatro Valli per 17 anni. Era ricoverato in ospedale a Montecchio, dove è avvenuto il decesso. Fu proprio sotto la sua direzione che il teatro tornò sotto l’ombrello del Comune, arrivando a consolidare il prestigio nazionale e internazionale dell’istituzione culturale cittadina.
Il ricordo della Fondazione I Teatri
Guido Zannoni, di cui oggi piangiamo la scomparsa, per 17 anni – dal 1971 al 1988 – è stato l’anima del Teatro Municipale Valli. La sua è stata una direzione lunga, proficua, “decisiva”.
Capita spesso, anche ai nostri giorni di sentire parlare “dei tempi di Zannoni”: chi non c’era li immagina come un’epoca d’oro, a metà tra sogno e leggenda; chi c’era individua proprio lì il momento in cui il Teatro di Reggio ha saputo spiccare il volo, ben oltre i confini emiliani.
Un equilibrio virtuoso tra prudente saggezza e inconsueto coraggio, in quegli anni ha consentito di affrontare inedite sperimentazioni, sia sui progetti artistici e sia sull’organizzazione.
Raccontare 17 anni di “quel” teatro, frenetico, instancabile “politico” è impossibile: allestimenti lirici memorabili, impulso alla danza, il teatro che esce dalla propria sede, animato dai massimi protagonisti della cultura musicale in Italia.
In quegli anni Reggio, ma è solo une esempio tra i tanti, è assieme a Milano e Bologna una delle tre sedi del più grande festival europeo di teatro tradizionale giapponese.,. “Non computer né robot”, si stupiscono i giornali dell’epoca. Zannoni commenta “per noi non è che il naturale prolungamento di un discorso iniziato due anni fa con il teatro Kabuki”.
E contemporaneamente una grande attenzione alla documentazione archivistica e alla cura degli edifici stessi, con il recupero di molti spazi allora in disuso. E’ durante la sua direzione che i fili della storia del Teatro Ariosto si riannodano nuovamente con quelli del Municipale: il felice recupero del principale teatro di Reggio incoraggia anche quello dell’ex Politeama e getta le basi della futura “piazza dei tre teatri”.
Guido Zannoni, come tutte le persone che hanno dato tanto della loro vita al Teatro, rivive tutti i giorni tra questi velluti e questi stucchi. Ogni appassionato – e noi per primi – gli dobbiamo un grazie riconoscente e affettuoso.
Il cordoglio del sindaco Luca Vecchi
Conobbi Zannoni subito dopo la mia prima elezione. Ebbi con lui diverse e profondi confronti. Non di rado, frequentando a piedi il quartiere della zona stazione poteva capitare di incontrato in compagnia del suo cane. Ascoltarlo era sempre un piacere, trasmetteva quella saggezza figlia dell’esperienza vissuta nel teatro e nella città. Se dovessi trovare due significati per ricordarlo devo dire che di lui come di tanti della sua generazione che hanno accompagnato quegli anni emergeva visione e concretezza al tempo stesso, unitamente alla consapevolezza di essere parte ogni giorno, non di una esperienza solitaria, ma di una ampia e radicata esperienza collettiva intorno a cui, dal dopoguerra in poi, si è plasmata l’identità della città e quel senso di comunità che ancora oggi contraddistingue Reggio. Se oggi il Teatro Municipale Romolo Valli è ancora uno dei più prestigiosi del paese lo si deve a tanti, lo si deve anche a chi come Guido Zannoni lo condusse in anni non semplici con risultati artistici e culturali di grande valore.
Esprimo, a nome mio personale e dell’Amministrazione tutta, i sentimenti di vicinanza e di partecipazione al lutto a familiari e amici.










