REGGIO EMILIA – “Dopo il restauro fisico dell’edificio, adesso arriverà il restauro culturale – spiega Matthias Durchfeld, direttore di Istoreco – Quindi la sinagoga sarà aperta tutti i mesi per alcuni giorni, per attività di visite e iniziative che includono il quartiere”.
Un cambio di passo per la valorizzazione dell’ebraismo, dunque per le attività che stanno già alla base di un’intesa tra Comune e Comunità Ebraica di Modena e Reggio Emilia, un patto che risale al 2006. A dare man forte all’organizzazione di eventi, proposte didattiche e attività di ricerca d’ora in avanti ci penserà Istoreco. Ha validità cinque anni la convenzione siglata dall’Istituto con l’amministrazione comunale, che nel suo bilancio 2021 ha previsto ulteriori interventi di riqualificazione urbana dell’antico ghetto reggiano. “Per completare le pavimentazioni e arrivare a segnare in modo più visibile e a valorizzare ciò che è stato storicamente il vecchio quartiere ebraico della città, via dell’Aquila, via Monzermone, tutte le vie di questo quadrante – sottolinea il sindaco Luca Vecchi – Quello di oggi è un passaggio fondamentale di questo percorso che progressivamente completeremo”.
Ha una storia lunga più di cinquecento anni la comunità ebraica a Reggio Emilia. Un patrimonio oggetto di studio e al tempo stesso di divulgazione. Farlo conoscere è l’obiettivo delle prossime iniziative: mostre, presentazioni di libri, dibattiti che si incroceranno col tema dei diritti umani. “L’idea è fare un progetto che parli delle persone. Dopo la Shoah non ci sono più ebrei a Reggio Emilia, un luogo deserto che d’ora in poi sarà pieno di iniziative”, chiosa l’assessora alla cultura Annalisa Rabitti.
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