REGGIO EMILIA – Un uomo di 26 anni seduto sulla balaustra a 20 metri di altezza, nel buio, che urla frasi sconnesse con tutta la fragilità della sua condizione. Il telo già preparato dai vigili del fuoco, ultima possibilità di evitare il peggio nel caso in cui si fosse gettato. I carabinieri che provano a farsi dare ascolto, il negoziatore al telefono che dà supporto. Non è stata la scena di un film, ma un momento di vita vera durato oltre un’ora che ha dato il la ad un gioco di squadra da parte delle forze dell’ordine e di soccorso. L’allarme è scattato alle 4.40 di venerdì in città. Il 118 ha allertato i carabinieri. L’uomo sulla balaustra, all’ottavo piano di uno dei condomini di via Turri, era agitatissimo, fuori di sè e sordo ai primi tentativi di farlo ragionare. Voleva buttarsi. Finché è arrivata il capitano Gloria Salvati, comandante del Nucleo operativo e radiomobile dei carabinieri di Reggio. Era in borghese, visto che il giovane rifiutava di essere avvicinato da persone in divisa, ed era in collegamento telefonico col negoziatore dell’Arma Antonello Sias. Una sorta di regia a distanza che ha dato frutto.

Luogotenente Antonello Sias, negoziatore dei carabinieri di Reggio
“Sono salita fino all’ottavo piano e ho iniziato un dialogo che è stato fin da subito positivo: ho aperto la porta finestra, gli ho fatto capire che doveva fidarsi di noi e di stare tranquillo, e sono riuscita a portarlo all’interno dell’appartamento”, racconta il capitano Salvati.
Subito dopo, c’è stato un altro momento di tensione: il 26enne in un momento d’impeto si era riavvicinato alla balaustra, e di nuovo è stato messo in sicurezza. Una volta calmatosi completamente, è stato accompagnato a piano terra e affidato ai sanitari. “Devo dire che è stato fondamentale il coordinamento col negoziatore e anche il lavoro dei militari e dei vigili del fuoco”, aggiunge Salvati.
“La freddezza e la capacità di gestione dello stress dimostrate sul campo dai colleghi hanno permesso di evitare una tragedia, restituendo alla vita un giovane in un momento di profonda fragilità”, dice il segretario nazionale del Sindacato italiano militari carabinieri Antonio Pirisi, che pone l’accento sulla “cruciale funzione del negoziatore, figura tecnica e psicologica sempre più centrale nella gestione delle crisi”.
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