REGGIO EMILIA – Vecchie apparecchiature e computer verosimilmente provenienti da uno o più uffici. Montagne di inerti, tra cui calcinacci, sanitari, lastre di cartongesso, pannelli di compensato. Il tutto ammassato sul ciglio stradale. E’ il panorama desolante che si presenta in viale Città di Cutro, per liberarsi di rifiuti provenienti da ristrutturazioni, lavori di edilizia e sgomberi. La superficie deturpata è stata posta sotto sequestro. I sigilli sono comparsi martedì scorso. Sono stati i carabinieri forestali di Reggio Emilia a perimetrare l’area. Un atto necessario ad assicurare fonti di prova all’autorità giudiziaria che in merito all’abbandono sistematico di materiale ha aperto un fascicolo.

Indagini sono in corso al fine di individuare i responsabili. Utili potrebbero rivelarsi le immagini dei dispositivi di videosorveglianza puntati nelle vicinanze. Diversi i reperti messi da parte ed ora oggetto di accertamento. A partire da alcune bolle di accompagnamento allegate ai molti imballaggi in cartone disseminati. Ci sono poi altri documenti contabili mentre ulteriori dati potrebbero emergere dagli hard disk dei pc dismessi.
Una porzione consistente della discarica abusiva è stata occupata dai residui di attività da imbianchino, quali barattoli vuoti di vernice, teli in feltro e di nylon, bancali in legno e tubetti usati di silicone. Quest’ultimo compare tra i materiali considerati pericolosi che hanno compromesso la zona danneggiata. Lo stesso dicasi per i toner delle stampanti buttate anch’esse nel mucchio.
Le tempistiche dello smaltimento sono legate alla decisione del dissequestro, che dipenderà dal tribunale. L’obiettivo, come dicevamo, è quello di scoprire gli autori dello scempio che potranno essere così obbligati dal Comune di Reggio, tramite apposita ordinanza, a sostenere i costi delle operazioni di bonifica.













