REGGIO EMILIA – Tra caldo anomalo, cambiamenti climatici che certamente non nascono adesso, circolari che disciplinano l’utilizzo di apparecchi rinfrescanti, il barcamenarsi di studenti, famiglie e insegnanti, all’appello manca un pezzo: la visione generale sul futuro della scuola italiana, in particolare sul patrimonio edilizio, e gli stanziamenti conseguenti. La Provincia di Reggio ha fatto una stima: per climatizzare gli istituti superiori servirebbero 70 milioni di euro. Parliamo di 200mila metri quadrati di superficie, considerando che i nuovi plessi realizzati negli ultimi anni dall’ente locale – lo Zanelli-Secchi, il Motti, una parte del Galvani, una parte del Gobetti e il D’Arzo – sono stati costruiti comprendendo gli impianti di refrigerazione.
“Con le risorse messe a disposizione dal Pnrr attraverso l’Europa, ovvero 27 milioni, abbiamo innanzitutto dato priorità alla sicurezza degli edifici scolastici, a partire dagli interventi di adeguamento sismico, antincendio e strutturale. Era ed è la prima responsabilità di un ente proprietario: garantire scuole sicure, solide e adeguate alle normative – spiega la vicepresidente con delega alla Scuola Francesca Bedogni – Ogni anno la Provincia restituisce allo Stato circa 21,6 milioni di euro netti. Non possiamo continuare ad affrontare problemi strutturali solo con strumenti emergenziali. Servono risorse ordinarie, stabili e durature per la sicurezza”. Un argomento che sarà sempre più centrale, vista anche l’ipotesi di cambiamento del calendario scolastico e di accorciamento delle vacanze estive. Ne abbiamo parlato al Graffio.
“Purtroppo dopo i grandi investimenti del Pnrr, ad oggi non c’è una traiettoria chiara per l’edilizia scolastica”, le parole della consigliera regionale Elena Carletti, della Commissione Scuola.
Nel frattempo, ogni dirigente scolastico decide cosa autorizzare e cosa non autorizzare, e studenti e genitori si gestiscono come possono. “Abbiamo i ventilatorini, tecnicamente non potremmo ma gli insegnanti sono i primi che comprendono”, ha detto Maxim Nikishin, presidente della Consulta provinciale studenti.
In studio anche una mamma, Daniela Aramu: “La piccola è stata portata a comprare i ventilatorini usb che si appoggiano sul banco, tra l’altro non se ne trovano più; faccio anche un appello a chiudere un occhio sui bermuda per l’abbigliamento nei licei”.
Guarda la puntata integrale










