REGGIO EMILIA – Il Ctr va all’asta. Al termine di una tormentata vicenda societaria, passata attraverso la crisi del poliambulatorio di Pieve, il tentativo di risanamento e infine la liquidazione giudiziale nel novembre dell’anno scorso, il giudice delegato Simona Boiardi ha autorizzato la curatela a procedere alla vendita della società.
Il Centro di Terapia Riabilitativa conta oggi 17 dipendenti. Il punto di forza resta la convenzione con l’Ausl di Reggio, che garantisce entrate significative pur tra non poche difficoltà. Sospesa dopo la sentenza di liquidazione giudiziale, la convenzione è stata riattivata nel dicembre 2025 e scadrà alla fine di ottobre. Sul tavolo del curatore, l’avvocato Alessandro Nironi Ferraroni, c’è già un’offerta: quella di Chinesi srl, società del gruppo veneto Solidarmedica che gestisce il Ctr con un contratto di affitto di ramo d’azienda dall’ottobre dell’anno scorso.
Chinesi ha presentato un’offerta irrevocabile di 875mila euro, somma che comprende l’accollo delle posizioni debitorie verso i dipendenti. Sulla base di questa offerta, giudicata congrua dal perito incaricato dalla curatela, il commercialista Silvano Guarnieri, è stato predisposto il bando di gara, per verificare se si via siano altri operatori del settore interessati ad offrire di più per il Ctr. L’apertura delle buste avverrà il 16 settembre.
Vale la pena ricordare che nel febbraio dell’anno scorso Garofalo Health Care, uno dei maggiori gruppi della sanità privata in Italia, quotato in Borsa, aveva presentato un’offerta vincolante per il poliambulatorio reggiano, mettendo sul piatto 2,5 milioni di euro. Ma l’Agenzia delle Entrate, principale creditore del Ctr, aveva bocciato il piano di risanamento elaborato dalla società, giudicando insufficiente la proposta di transazione fiscale. Lo stop dell’Agenzia delle Entrate aveva indotto Garofalo a ritirare l’offerta, aprendo la strada alla liquidazione.
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