REGGIO EMILIA – Una fiaba metropolitana, il copione di un film da brividi nonostante il caldo torrido di domenica pomeriggio. In via Fontanelli, in centro a Reggio, l’associazione “La Nuova Luce” ha inaugurato la sua settima casa di accoglienza e stavolta è stato davvero un dono inaspettato. Una storia per certi versi incredibile, in una società dove il razzismo è tornato drammaticamente in voga e i bisogni degli altri sembrano sempre più un fastidio. Tutto nasce quando Alberto e Carla Caraffi scoprono le attività de La nuova luce, grazie a un servizio della nostra collega Margherita Grassi, sulla tragedia dello scorso 24 luglio in via Turri, dove una donna marocchina che da tempo viveva in un garage, aveva perso la vita in totale solitudine. Scossi da quella vicenda, Alberto e Carla hanno deciso di non voltarsi dall’altra parte e hanno chiamato Maria Diletto, presidente dell’associazione, mettendo a disposizione il loro appartamento di via Fontanelli. La Nuova Luce non ci ha pensato un attimo e in un mese ha sistemato tutti gli aspetti. Così ora Ali, Baha e il giovanissimo Ahmed, appena maggiorenne, hanno un tetto sotto cui vivere e in cui costruire il loro futuro. A Reggio avevano già trovato un lavoro, i primi due nell’edilizia, il più giovane in un’azienda metalmeccanica ma da domenica non sono più dei senza fissa dimora.

Alberto e Carla Caraffi con Maria Diletto
“La proprietaria di casa ha visto il servizio di Tg Reggio e mi ha chiamato. Ci tenevano ad affittarci la casa e noi abbiamo tante richieste da parte di ragazzi migranti che lavorano”, spiega Maria Diletto.
Anche il nome scelto “Casa Ve-Ra” è una promessa e un ricordo, di Veronica Prampolini e Raffaele Leoni. Due amici storici dell’associazione che non ci sono più, ma il cui segno resta indelebile attraverso gli abbracci commossi dei loro cari presenti all’inaugurazione.
Reggio Emilia accoglienza via Fontanelli La Nuova Luce Maria Diletto Casa Ve-Ra





