REGGIO EMILIA – Questa mattina in prefettura è stato siglato un protocollo finalizzato alla prevenzione e al contrasto del disagio giovanile, alla luce anche dei recenti episodi di cronaca. Un impegno congiunto delle istituzioni che punta al monitoraggio, al coinvolgimento delle famiglie e della scuola, all’offerta di proposte per il tempo libero.
“Lavorare insieme per aiutare questi ragazzi e le loro famiglie, comprendere e cercare di trovare delle soluzioni”, le parole del prefetto Iolanda Rolli. Gli incendi alla scuola media “Dalla Chiesa”, la rissa a I Petali ma non solo. Altre situazioni delicate con protagonisti adolescenti o gruppi di adolescenti. Bullismo, dispersione scolastica, uso di sostanze stupefacenti. A Reggio Emilia le istituzioni hanno sottoscritto un protocollo per affrontare congiuntamente il problema del disagio giovanile.
Insieme prefettura, questura, Comune, Provincia, Ausl, ufficio scolastico e università. Non solo controlli delle forze dell’ordine, ma anche progetti per il tempo libero e soprattutto il coinvolgimento delle famiglie, spesso non facile.
“Sono nuclei in situazioni di difficoltà, spesso inconsapevoli di fronte alle azioni dei propri figli”, ha detto Paolo Bernardi, direttore dell’ufficio scolastico provinciale.
“Reggio è storicamente città inclusiva – il commento dell’assessore all’Istruzione Raffaella Curioni – replicando alle presunte difficoltà di integrazione da parte di adolescenti di origini straniere di seconda generazione – Una città che offre opportunità a tutti, il 17% della popolazione qui è di origini straniere. Abbiamo 100 nazionalità”.
Unimore è in campo con un lavoro di ricerca e di formazione rivolto agli insegnanti delle scuole, come ha spiegato il rettore dell’università, Carlo Adolfo Porro.

Le istituzioni stamane in prefettura










