REGGIO EMILIA – Sei dei 69 migranti sbarcati oggi a Ravenna e salvati al largo della Libia cinque giorni fa sono arrivati nella nostra città oggi pomeriggio: sono tutti in fuga dal Sudan.
31 dicembre, 18 febbraio, 25 aprile. Nel giorno in cui si festeggia il 78° anniversario della Liberazione dal nazifascismo, per la terza volta in quattro mesi l’Emilia Romagna accoglie migranti in fuga da situazioni drammatiche e spesso di guerra. In tutto, 266 persone con le 69 arrivate nelle ultime ore a Ravenna. La nave ong Humanity ha attraccato nella prima mattinata con a bordo i migranti soccorsi il 20 aprile in acque internazionali al largo della Libia, quando il natante su cui viaggiavano già stava imbarcando acqua e quasi tutti erano senza giubbotti di salvataggio: 50 uomini, una donna e 18 minori non accompagnati.
Trenta di loro sono scappati dal Sudan e sei di questi alle 17.30 sono arrivati a Reggio Emilia. Giovani uomini tra i 19 e i 25 anni in fuga dalla guerra civile che verranno accolti in appartamenti della città e a Castelnovo Sotto. Ad attendere migranti e personale, l’assessore regionale al Welfare Igor Taruffi, il sindaco di Ravenna e naturalmente medici e paramedici, personale della Protezione civile e delle forze dell’ordine, vigili del fuoco.
E l’assessore Taruffi ha ribadito che la Regione sta facendo la sua parte nell’accogliere le persone stremate ma, ha detto, “gli enti locali non possono essere lasciati soli, va quindi rafforzato il sistema dell’accoglienza diffusa”. Riflessioni per un non lontano futuro che fa anche il presidente della cooperativa sociale L’Ovile, Valerio Maramotti: “In questo momento accogliamo in provincia 1.200 persone. Entro la metà di maggio stimiamo di arrivare a 1.300. A quel punto lo spazio sarà poco e dovremo capire come procedere”.
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