REGGIO EMILIA – C’erano oltre 300 persone venerdì scorso nella sede del Lab Aq16 in città per partecipare alla cena per la raccolta fondi per sostenere le spese legali dei militanti a cui nei giorni scorsi sono state notificate le denunce per interruzione di pubblico servizio nel corso della manifestazione a sostegno della causa palestinese che si era svolta lo scorso 22 settembre in città. Quel giorno un gruppo di partecipanti al corteo (a cui avevano aderito in oltre 7mila) si era diretto verso la stazione storica invadendo i binari e interrompendo per una ventina minuti la circolazione dei treni.
La cifra non é stata comunicata, ma la raccolta prosegue con la possibilità di contribuire attraverso donazioni online. Una ventina i destinatori dei provvedimenti, la maggior parte di loro é assistita dall’avvocato Vainer Burani.
A molti é contestata l’aggravante del blocco ferroviario: si tratta (così come per quello stradale stradale) di una novità del Decreto Sicurezza 2025, che trasforma la condotta da illecito amministrativo a reato penale, prevedendo la reclusione fino a un mese e multa fino a 300 euro, inasprendo la pena tra i 6 mesi e i 2 anni se il fatto é stato commesso da più persone riunite.
Per il momento i denunciati sono stati convocati in Questura per la notifica dell’atto e hanno avuto un primo incontro con il proprio legale.
Attraverso i propri canali social, Aq16, sottolineando la grande dimostrazione di solidarietà registrata, annuncia l’intenzione di dare vita a quella che viene definita una “primavera di lotta, contro le guerre, contro – si legge – tutte le forme di autoritarismo, contro il governo che opprime”.
Ai denunciati era arrivata la vicinanza nei giorni scorsi del consigliere in Sala del Tricolore Alessandro Miglioli di Verdi-Possibile.
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