REGGIO EMILIA – Torce accese per un terzo dell’anno, violazioni ambientali e rumore notturno oltre i limiti. E’ quanto il comitato Forsu di Gavassa mette in evidenza sull’impianto biodigestore di Iren, dopo aver ricevuto risposta da Arpae ad alcuni quesiti che il comitato aveva posto mesi fa.
‘Analizzando la relazione annuale del gestore e i rapporti ispettivi – si legge in un comunicato del comitato – emergono tre punti critici‘. Il primo, e più importante sempre secondo il comitato che ha analizzato la relazione 2024, è che le torce di sicurezza hanno lavorato per 2.872 ore, con il limite previsionale fissato in sede di autorizzazione a 260 ore. Ergo, ‘l’impianto ha operato in modalità di emergenza per un terzo dell’anno – continua il comunicato – disperdendo emissioni e bruciando risorse che dovevano essere recuperate sotto forma di biometano’. Il secondo punto è costituito dai limiti superati per sversamenti, tra gli altri, di ammoniaca nell’acqua, di composti organici volatili nell’aria oltre al superamento di limiti acustici notturni. Inoltre, nel sito di Gavassa sono stati misurati, riporta il comunicato, campionamenti olfattometrici ai camini che hanno mostrato, in alcuni casi, valori di unità odorimetriche ben superiori al valore guida di 200 indicato in fase di progetto.
A fronte di questo, il comitato chiede che ‘venga resa pubblica la reale efficienza dell’impianto – si legge ancora – uscendo dall’equivoco dei soli volumi di raccolta. I dati attuali mostrano consumi energetici elevati e una produzione di scarti preoccupante’. Interpellata in merito da Tg Reggio per una replica, l‘azienda ha preferito non commentare il contenuto del comunicato.
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