REGGIO EMILIA – I lavori di manutenzione e taglio della vegetazione lungo il tratto del Crostolo a monte del centro abitato di Reggio costituiscono un bel banco di prova. Cinque chilometri tra il cavalcavia di viale Lelio Basso e la cassa di espansione a Puianello, 40 ettari di superficie complessiva. Aipo, che è titolare dell’intervento e ha assegnato l’appalto, dice che l’obiettivo è migliorare il grado di sicurezza del corso d’acqua e ridurre i rischi per la pubblica incolumità. Ma come? Con la rimozione di tronchi e rami in alveo e con il ‘taglio selettivo – citiamo testualmente – della vegetazione deperiente o instabile sulle sponde ed in area golenale’.
Detta così sembra rassicurante, ma il direttore di Aipo Gianluca Zanichelli, intervistato domenica da TG Reggio, ha detto che ‘sugli argini non ci devono assolutamente essere alberi‘. Le parole di Zanichelli fanno suonare un campanello d’allarme e i precedenti inducono alla cautela e alla vigilanza. Un anno fa, quando i lavori alle casse di espansione del Secchia a Rubiera erano quasi conclusi, si scoprì che le imprese incaricate da Aipo (la reggiana Cfc e le modenesi Fea e Batea) avevano tagliato decine di ettari di boschi in più, spingendo l’Ente Parchi Emilia Centrale a fermare l’intervento. I recenti lavori di Aipo lungo il Crostolo tra Reggio e Cadelbosco Sopra, appena conclusi, hanno sollevato diffuse perplessità.
L’assessore comunale Carlotta Bonvicini ha detto al nostro telegiornale che si aspetta tagli non superiori al 30 per cento della vegetazione e che il Comune di Reggio vigilerà. Proprio questo è il punto essenziale: tenere gli occhi aperti, non arrivare a cose fatte, quando è troppo tardi.
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