REGGIO EMILIA – Se ne è andato, ma il cardinale Camillo Ruini resterà per sempre un punto di riferimento per tanti cattolici. Il percorso, iniziato a Reggio, lo ha portato a guidare per 16 anni la Chiesa italiana che lo ricorderà domani alle 16.30 in San Pietro nel funerale presieduto da Papa Leone XIV. Venerdì alle 16, in Cattedrale a Reggio la seconda celebrazione esequiale affidata all’arcivescovo Morandi.
Nato a Sassuolo nel 1931, Ruini ha compiuto la sua formazione teologica e spirituale in città a Reggio. Ordinato sacerdote nel 1954, per anni ha insegnato filosofia e teologia nel seminario di Reggio, sviluppando quel pensiero speculativo e quella lucidità d’analisi che lo avrebbero poi portato ai vertici del Vaticano. Dal 1966, con la nomina a delegato per l’Azione Cattolica, l’allora vescovo Gilberto Baroni iniziò ad affidargli incarichi sempre più rilevanti, fino alla nomina a vescovo da parte di Papa Wojtyla il 16 maggio 1983, con la successiva consacrazione in città il 29 giugno dello stesso anno. Ed è proprio con Giovanni Paolo II che avvenne il grande salto, prima come vicario per la diocesi di Roma e, poi dal 1991, alla guida della CEI. Una sintonia d’acciaio con il Papa polacco, fondata sulla comune visione di una Chiesa ‘combattiva’, non disposta a ritirarsi nel privato, e proseguita con Benedetto XVI. Con Ratzinger, Ruini condivide la battaglia contro il relativismo etico, diventando il custode di quelli che ritiene principi “non negoziabili”.
Morto il cardinale Ruini: il ricordo dell’Arcivescovo Morandi. VIDEO
È durante i suoi 16 anni alla guida dei vescovi italiani che Ruini diventa, per i critici, il Richelieu della politica italiana, e per i sostenitori, un baluardo invalicabile. All’indomani del crollo dei partiti tradizionali e della Democrazia Cristiana, Ruini si oppone fermamente a qualsiasi passaggio a sinistra del voto cattolico. Promuove il celebre “Progetto Culturale”, volto a riaffermare l’egemonia morale della Chiesa nella società civile. Sotto la sua regia, i vescovi italiani bocciano molte leggi sui diritti civili e guidano la strategia dell’astensione al referendum sulla fecondazione assistita nel 2005, dimostrando una capacità di mobilitazione e di influenza politica davvero significativa. Dopo i funerali venerdì a Reggio, la salma sarà sepolta nella tomba di famiglia al cimitero di Dinazzano.
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