REGGIO EMILIA – Sono poco meno di 397 mila gli elettori nella provincia di Reggio che hanno diritto al voto per il referendum costituzionale che riguarda la riforma della giustizia, 476 i seggi. Si vota domani, domenica, dalle 7 alle 23 e lunedì dalle 7 alle 15. È previsto un unico quesito e si è chiamati a esprimersi sulle modifiche previste dalla legge Costituzionale oggetto del referendum, in sintesi: l’istituzione di due Consigli Superiori della Magistratura, uno per i giudici, uno per i pubblici ministeri; l’estrazione a sorte dei loro componenti e la creazione di un’Alta Corte disciplinare per i soli magistrati ordinari.
“Se si mette una croce sul sì, si conferma la modifica, sul no si è contrari alla riforma costituzionale”, spiega Sara Di Antonio, presidente del seggio 112 di Reggio città.
Trattandosi di un referendum costituzionale non è previsto il raggiungimento di alcun quorum di partecipazione per la validità. Il risultato sarà dunque valido indipendentemente dal numero di votanti: la legge sarà quindi approvata se i voti favorevoli superano quelli sfavorevoli. Il referendum del 22 e 23 marzo sarà il primo in cui le liste elettorali non saranno più suddivise in maschili e femminili, ma soltanto in ordine alfabetico. Si tratta di una novità sostanziale, richiesta da tempo dalle associazioni che si occupano di tutela dei diritti delle persone Lgbtqi+, che permetterà di eliminare eventuali situazioni di stigmatizzazione. Per votare occorre aver compiuto 18 anni, un documento d’identità e la tessera elettorale.
“Anche se il documento è scaduto resta un documento di riconoscimento, anche per chi sta cambiando in questo periodo le vecchie carte cartacee, vanno bene anche patente o passaporto, la tessera elettorale invece deve avere spazi vuoti”. Lo scrutinio inizierà lunedì pomeriggio, subito dopo la chiusura dei seggi. “Speriamo di concludere tutto in circa due ore, avremo una sola scheda ma molto dipenderà dall’affluenza”, chiosa Di Antonio.
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