REGGIO EMILIA – Più di 15 milioni di disavanzo nel 2024 e circa 60 milioni di debiti: sono questi i numeri della crisi di Realco, la storica cooperativa reggiana della grande distribuzione organizzata con quartier generale in via Pertini, a Pieve Modolena. Il 12 novembre scorso il consiglio di amministrazione aveva deciso di tentare la strada della composizione negoziata della crisi per trovare un accordo con i creditori. Ma il piano di ristrutturazione messo a punto dai consulenti della società non ha superato l’esame di Bruno Bartoli, il professionista incaricato dalla Camera di Commercio di seguire la procedura. Negli ultimi giorni del 2025 Bartoli ha comunicato agli amministratori di Realco la bocciatura del piano. La prossima mossa della cooperativa sarà il deposito della domanda di concordato preventivo al Tribunale di Bologna entro la fine di gennaio.
Il bilancio 2024 di Realco è stato approvato dall’assemblea dei soci solo il 20 novembre scorso, con numerosi voti contrari. I ricavi sono scesi da 340 milioni a 314. Nonostante una certa riduzione dei costi, il 2024 si è chiuso con un pesante disavanzo. Se nel 2023 Realco aveva registrato un pareggio, nel 2024 il risultato netto è stato negativo per 15,7 milioni di euro. L’esposizione finanziaria è significativa: Realco ha debiti complessivi per quasi 60 milioni, di cui 20 verso il sistema bancario. Nel 2025 la situazione non è migliorata, anzi, portando la cooperativa ad una situazione di crisi di liquidità.
La contrazione delle vendite è da attribuire in parte all’uscita da Realco, due anni fa, di Donatella Prampolini, ex presidente della società, e dei negozi di sua proprietà. Ma hanno pesato anche altri fattori. Uno di questi è il meccanismo dei sostegni ai soci, che negli ultimi quattro anni è costato 30 milioni di euro, di cui 8 solo nel 2025.
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