REGGIO EMILIA – “Oltre la perdita. La speranza che genera sicurezza” è l’incontro che si è svolto nei giorni scorsi nella Sala Palatucci della questura di Reggio. L’evento rientra nell’ambito del progetto “Conoscersi per comprendersi: la polizia tra le persone” giunto, quest’anno, alla seconda edizione.
Un appuntamento seguito dalle telecamere di Buongiorno Reggio e aperto alla cittadinanza: tra i temi toccati quelli del disagio esistenziale, il dolore umano, la fragilità e allo stesso tempo solidarietà, accoglienza e speranza. “Con questi incontri vogliamo anche aiutare a formare i nostri operatori a essere più resilienti alle emozioni – ha dichiarato Carmine Soriente, questore di Reggio – Ogni uomo e donna che indossa una divisa si trova ad affrontare queste emozioni e deve farlo al meglio”.
Tanti cittadini hanno partecipato all’incontro. “Noi siamo contenti per la risposta che c’è stata dalla cittadinanza – ha detto Salvatore Blasco, comandante della polizia stradale – Oggi la sala è piena, significa che l’argomento piace e come polizia di Stato possiamo trainare le parti verso una comprensione che ci avvicini alla cittadinanza. Stiamo facendo questo da due anni e speriamo che porti i suoi frutti”.
Tra gli ospiti presenti il monaco e teologo Guidalberto Bormolini: “Se sappiamo che dovremo morire, sappiamo come dobbiamo vivere, che senso ha la vita e il valore che hanno le cose. É il limite che dà il valore economico, il fatto che siamo mortali rende ogni istante preziosissimo, il consumismo ci ha fatto dimenticare questo”. Bormolini è anche fondatore di TUTTOèVITA: “È una fondazione che si occupa di accompagnamento spirituale nella crisi che avviene all’annuncio di una malattia grave e dell’avvicinarsi della morte. Per insegnare che la morte non è l’opposto della vita ma può essere porta di vita”.
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